Dubbio Patologico - Psicologa Cecina, Rosignano, Livorno, Volterra, Pisa

Dubbio Patologico

Laura Biasci, Psicologa e Psicoterapeuta.
Cecina, Rosignano Solvay, Saline di Volterra, Livorno, Cenaia

Il dubbio è il trampolino di lancio del pensiero creativo, ma al tempo stesso è la molla del pensiero ossessivo.
Giulio Nardone
Dubbio Patologico

Il dubbio patologico è un disturbo ossessivo caratterizzato da una perversione del ragionameno basata sulla necessità di prendere la decisione migliore prima di passare all’azione.

Si manifesta con l’obbligo interiore di trovare risposte razionali, definitive e dunque rassicuranti a dubbi irragionevoli e improponibili, a dilemmi irrisolvibili o a domande che non hanno un’unica risposta corretta, come “La amerò per sempre, al punto da sposarla?”,“Sarò in grado o non sarò in grado?”, “Sarà la scelta giusta oppure no?”, “Andrà bene o andrà male?”, “Il mio partner mi tradirà o non mi tradirà?”, “Lo amo o non lo amo più?”, “Compro quell’appartamento o l’altro?”..

Il contenuto dei dubbi è vario: può riferirsi al passato, al presente o al futuro; può riguardare se stessi, i familiari o altre persone significative e coinvolgere diversi ambiti (sentimentale, professionale, familiare ecc).

L’individuo cercherà, rimuginando costantemente, attraverso un ragionamento logico-razionale, di individuare una risposta razionale e “ragionevole” ai dubbi che ha, ma senza riuscire a trovarla, dato che non vi può essere una risposta assolutamente “certa”. Il tentativo di rispondere per rassicurarsi alimenta un ulteriore dubbio che fa sorgere una nuova domanda, quella domanda partorirà un nuovo tentativo di risposta che a sua volta aprirà la porta alla domanda successiva, finché la persona si troverà intrappolata in un loop infinito di dubbi (domande) e tentativi di dar risposta ad essi che alimenterà se stesso amplificando il problema anziché risolverlo. Usualmente, le rassicurazioni e/o le conferme ai dilemmi, il soggetto oltre a cercarle tra se e sé, le andrà a cercare dalle persone vicine (parenti, amici, partner, colleghi, ecc), delegando loro la propria sicurezza e talvolta la responsabilità di scegliere al posto suo, che servirà solo ad amplificare oltre al dubbio anche il suo senso di inefficacia.

Il rimuginare in maniera ossessiva genera nella persona una profonda sofferenza che può condurlo per ore a pensare alla stessa questione interiore.

In questi casi, quella che usualmente è una risorsa, ovvero la razionalità, venendo estremizzata si trasforma in grande limite e patologia.

Durante la vita le complicazioni che noi umani possiamo crearci sono illimitate, possiamo tormentarci per qualcosa che non è più possibile cambiare, per qualcosa che stiamo facendo adesso ma per la quale dubitiamo, per scelte che potranno condizionare il nostro futuro.

Alcuni esempi di categorie di dubbi che provocano disagio e afflizione

La perversione della ragione: la persona in questo caso oltre a cercare mentalmente la verità si mette alla prova concretamente per sciogliere il suo dubbio. Ad esempio chi ha il dubbio di essere omosessuale cerca di studiare le proprie reazioni dinanzi a persone del suo stesso sesso ma cercando di controllare volontariamente cio’ che è spontaneo andrà ad alterare le proprie percezioni.
L’inquisitore interno: la persona in questo caso è afflitta da sensi di colpa che si attribuisce , veri o immaginati.
Il sabotatore interno: la persona in questo caso ha il timore di sbagliare sempre, al punto da non assaporarsi mai i successi, perché eternamente insoddisfatta dei risultati ottenuti.
Il persecutore interno: la persona in questo caso non si sente all’altezza di fronteggiare le situazioni e di solito ricopre ruoli di grande responsabilità.
L’iper-razionalizzazione: la persona in questo caso talmente è imprigionata nel dubbio su cosa sia giusto fare o non fare che rinuncia all’azione, un esempio classico potrebbe essere un agente finanziario che non è più in grado di compiere il proprio lavoro perché bloccato nel valutare i vantaggi e gli svantaggi di ogni sua scelta.

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