FOBIE SPECIFICHE

LAURA BIASCI, PSICOLOGA E PSICOTERAPEUTA.
CECINA, ROSIGNANO SOLVAY, SALINE DI VOLTERRA, LIVORNO, CENAIA

320.2858689

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dott.ssalaurabiasci

La paura, come patologia, è  un mostro da noi inventato dal quale siamo poi spaventati e perseguitati, pertanto come non esistono limiti alla nostra fantasia, non esistono limiti alla nostra capacità di inventarci paure. Tuttavia, proprio in quanto nostra costruzione, la paura patologica può essere da noi destrutturata e superata.

Giorgio Nardone

Le fobie specifiche sono caratterizzate da una paura esagerata e insuperabile derivata dall’esposizione ad un “oggetto” animato o inanimato.

Le fobie specifiche sono caratterizzate da una paura esagerata e insuperabile derivata dall’esposizione ad un “oggetto” animato o inanimato, situazioni o eventi specifici che il soggetto percepisce come particolarmente terrificanti e minacciosi, in maniera sproporzionata e anomala rispetto all’effettiva e oggettiva percezione di pericolosità del resto della popolazione.

La fobia può risiedere in animali specifici, domestici e non, comuni o molto rari (gatti, cani, topi, gechi, serpenti, formiche, api, piccioni, ragni, mantidi religiose ecc), situazioni specifiche e purtroppo talvolta molto comuni: paura di guidare l’auto, prendere il treno, viaggiare in aereo, fare le scale, salire sull’ascensore, di arrossire, delle bambole, dell’acqua, di essere contagiato, della morte, delle altezze, degli spazi aperti (agorafobia ), ecc ecc.

Ho stilato una lista delle fobie, ti invito a vedere se quella che ti crea sofferenza è presente e se vuoi delucidazioni specifiche non esitare a contattarmi, sarò bene lieta di aiutarti.

Ciò che accomuna tutte le fobie, anche se sono probabilmente infinite come le stelle, sono le strategie disfunzionali che la persona adopera per tentare di risolverle ed che invece le mantiene in vita e le irrobustisce.

Per far sì che le reazioni fisiche e emotive della paura non si impossessino del suo corpo e della sua mente, la persona :

  • si metterà sempre nella condizione di evitare il contatto con l’oggetto della sua fobia;
  • si confronterà con gli altri rispetto alla suo problema per cercare accudimento, ascolto, aiuto e protezione;
  • si potrà sintonizzare con il suo corpo, ascoltando i segnali che gli lancia e che incrementeranno la paura sino a condurre la persona al panico.

Anche se questo disturbo è circoscritto a una singola fobia specifica, può divenire per la vita della persona molto invalidante, ridurre, pilotare e manipolare le autonomie della persona.

Immaginate un impiegato che deve per forza attraversare la piazza del Duomo a Milano a piedi per recarsi a lavoro essendo affetto da una fobia per i piccioni…

Già pensarci, empatizzando con il povero lavoratore, crea una certa tensione… dico bene?

Oppure immaginate una ragazza torinese fidanzata con un ragazzo sardo. Quanto influirà la paura dell’acqua o la paura del viaggio in nave o in aereo nell’evolversi di quella storia di amore?

Immaginate una colf che bisognosa di lavoro viene assunta da una famiglia che vive al sesto piano di un palazzo in centro ed è costretta ad utilizzare l’ascensore anche se ne è terrorizzata, quanto rischia di compromettere la sua occupazione o la qualità del suo lavoro la sua fobia?

“Ogni cosa, purché piccola e apparentemente ininfluente, se ci costruisce dei limiti esistenziali è il peggiore dei nostri carnefici.” – Laura Biasci

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